Perplexity ha annunciato il 20 ottobre che Computer può funzionare interamente in locale sui Mac con Apple silicon. Secondo l’azienda, in questa modalità restano sul dispositivo il modello, l’orchestrazione dell’agente e l’esecuzione dei passaggi: l’assistente può lavorare su file e app native che l’utente autorizza, come Note, Messaggi, Mail e Numbers. Non è soltanto un modello che risponde offline: il prodotto pianifica un’attività, usa strumenti e prepara un risultato. La novità riguarda una categoria in rapida evoluzione, ma disponibilità e comportamento vanno verificati nell’app del proprio account.
Perché è importante
- Perplexity annuncia il 20 ottobre 2026 una modalità di Computer che esegue modello, orchestrazione e attività sul Mac con chip Apple silicon; è un’affermazione del produttore, non una certificazione indipendente.
- La modalità locale e Hybrid Compute hanno confini diversi: la seconda coordina lavoro locale e ragionamento cloud, mentre ricerche aggiornate, browser e app connesse possono richiedere una chiamata cloud autorizzata.
- La pagina ufficiale indica Pro, Max ed Enterprise, l’app Mac e una raccomandazione di almeno 36 GB di memoria; disponibilità, prestazioni e modelli dipendono da hardware e account.
Un agente che può eseguire tutto il compito sul Mac
La promessa di elaborazione locale è una dichiarazione del fornitore. Non equivale a una verifica esterna del software, dei singoli permessi o dell’intero sistema. Inoltre, un’app può offrire più modalità: la presenza di una modalità locale non significa che ogni attività usi sempre soltanto risorse del computer.
Locale e ibrido risolvono esigenze diverse
La modalità interamente locale, quando selezionata, è pensata per tenere pianificazione, ragionamento ed elaborazione dei file sul Mac. Hybrid Compute combina invece coordinamento e modelli cloud con elaborazione locale delle informazioni private, secondo la descrizione di Perplexity. La differenza pratica è il confine che scegli per il compito: un riepilogo di documenti già presenti sul computer può essere adatto a una prova locale; una ricerca sul web aggiornata o l’uso di un servizio connesso può richiedere componenti online.
Perplexity dice che l’utente può autorizzare il passaggio al cloud per informazioni correnti, browser e app connesse. Prima di approvarlo, fermati sulla richiesta e valuta se il risultato giustifica l’invio di contesto. La parola “locale” descrive la modalità dichiarata, non annulla il funzionamento dell’app, gli aggiornamenti, il download dei modelli o le connessioni che decidi di usare.
Cosa puoi farci concretamente
- Aggiorna l’app ufficiale e controlla se il tuo account e il tuo Mac con Apple silicon mostrano l’opzione; confronta la memoria disponibile con la raccomandazione di 36 GB.
- Prova prima un’attività innocua con file non sensibili; scegli esplicitamente la modalità locale e leggi quali file e app vengono autorizzati.
- Prima di abilitare browser, ricerca aggiornata o app connesse, considera che il compito può passare al cloud; non inserire dati riservati senza conoscere account, permessi e regole applicabili.
Controlla account e memoria prima di provarlo
La pagina ufficiale indica l’accesso per gli abbonati Pro, Max ed Enterprise e richiede un Mac con Apple silicon. Per l’uso locale raccomanda almeno 36 GB di memoria e presenta Qwen 3.6 e PPLX Pro come modelli iniziali. Sono requisiti e disponibilità indicati dal produttore: un Mac compatibile può comunque essere troppo lento per il carico desiderato, mentre un rilascio può non essere ancora visibile a tutti gli account.
Apri l’app aggiornata, controlla la sezione modalità e verifica i permessi uno per volta. Scegli un’attività di prova con materiale non riservato, per esempio riordinare una lista pubblica o sintetizzare file dimostrativi. Confronta il risultato con gli originali e osserva se l’app chiede accesso a una cartella, a una funzione del Mac o al cloud prima di continuare.
Decidi in base al dato e al risultato
Il locale è interessante quando ridurre l’esposizione di file e contenere l’uso di crediti conta più della ricerca online o della massima capacità di ragionamento. Una modalità ibrida può essere utile se il lavoro richiede fonti aggiornate, ma il passaggio di informazioni deve essere deliberato. Per attività aziendali, documenti di clienti o dati regolamentati, controlla prima policy, licenza, permessi, log e modalità di gestione: la scelta del modello non sostituisce la valutazione del trattamento dei dati.
Misura il tempo, gli errori da correggere e quanto spesso la modalità locale deve chiedere aiuto online. Se il computer fatica, il compito richiede fonti recenti o l’agente non offre controlli comprensibili, riduci il perimetro o usa un flusso diverso. Il vantaggio reale non è avere ogni funzione sul Mac: è poter scegliere con chiarezza dove avviene ogni passaggio.
Fonti
Documenti, comunicati e pubblicazioni consultati per ricostruire dati e contesto.



